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ESCHE ARTIFICIALI

Le esche artificiali sono entrate a far parte del mondo della pesca da ormai molto tempo. In Italia, in Francia, America, Norvegia, Scandinavia, ecc… Le artificiali sono ormai utilizzate per diverse tecniche. In particolare trovano applicazione per la pesca a spinning, anche se non è comunque l’unica a preferirle.

Possiamo innanzitutto suddivid...

Le esche artificiali sono entrate a far parte del mondo della pesca da ormai molto tempo. In Italia, in Francia, America, Norvegia, Scandinavia, ecc… Le artificiali sono ormai utilizzate per diverse tecniche. In particolare trovano applicazione per la pesca a spinning, anche se non è comunque l’unica a preferirle.

Possiamo innanzitutto suddividere le esche artificiali in due macro categorie: Hard Baits e le Soft Baits. Le hard baits sono le “esche dure” (come le Spoon Mare, oppure le Rapala Minnow, le Totanare Yo-Zuri, o le Viper Minnow). Vale a dire quelle costruite in balsa,resina,legno, plastica, ecc… Variano per dimensione, forma e peso. Lo scopo delle esche artificiali è quello di stimolare e attirare la curiosità o la voracità dei pesci predatori. Per essere efficaci devono però essere mosse con maestria. Il movimento dipende dalla destrezza di polso del pescatore, che deve saper eseguire una specifica animazione attraverso la canna da pesca.

Esche artificiali: varietà, caratteristiche ed impieghi

Nella macro categoria delle esche artificiali Hard Baits troviamo cinque diverse sotto categorie:

  1. Minnows

  2. Wtd

  3. Popper

  4. Jig

  5. Skipping

Le minnows sono state tra le prime esche artificiali ad essere utilizzate nella pesca a spinning. La loro forma rispecchia perfettamente quella di un pesce. Per essere usate efficacemente il movimento simulato deve emulare quello di un pesce ferito. Gli stessi Minnow si suddividono in:

  • Floating – sono galleggianti e lavorano a pelo d’acqua, o poco sotto la superficie

  • Suspending – sono esche artificiali che mantengo la profondità acquisita durante il recupero (non affondano, ma non risalgono nemmeno in superficie)

  • Sinking – appena lanciate affondano, sono costruite apposta per inabissarsi.

  • Lippless – non hanno paletta e sono caratterizzati da un nuoto abbastanza irregolare

  • Darter – esche artificiali molto valide appena sotto la superficie, non hanno paletta e il muso è tagliato di traverso

  • Long Jerk – lunghi e affusolati, tagliano l’aria e sono molto aerodinamici

Esche artificiali: Top Water a pelo d’acqua

Tra le varie esche artificiali hard baits troviamo anche le Top Water. Sono artificiali che lavorano a pelo d’acqua e che affondano massimo per una decina di centimetri. Tra questi ricordiamo:

WTDWalking the Dog – bombati e senza paletta, hanno un nuoto a zig-zag che simula un pesce ferito. La testa dell’esca solitamente rimane fuori dall’acqua. All’interno hanno una serie di sfere metalliche chiamate “rattling”. Queste muovendosi provocano rumori e vibrazioni che attirano i predatori.

Poppergrosse e pesanti sono adatte a pesci di taglia. A bocca cava, presentano un forte attrito con l’acqua che produce spruzzi e bolle, che attira i pesci.

Skipping

Non hanno la forma di un pesce, ma piuttosto assomigliano ad un piccolo siluro, o ad una saponetta affusolata. La loro forza sta tutta nel movimento. Recuperate velocemente saltellano sull’acqua, alternando qualche breve affondo (sono esche artificiali adatte alla pesca di predatori di galla come lampughe, leccie amia e serra).

Jig

Esche metalliche per le grandi distanze. Leggere e dalla forma piatta, arrivano sul fondale con movimenti lenti, simili a quelli compiuti da una foglia che cade dal ramo dell’albero.

Esche artificiali: soft baits

In questo caso si tratta di artificiali in gomma o silicone che riproducono fedelmente i pesci di cui i predatori si cibano. Hanno movimenti sinuosi ed estremamente naturali. La loro consistenza inganna i pesci, perché è simile a quella di un essere vivente. Sono molto flessibili e tendono a vibrare se adeguatamente sollecitate dai movimenti di polso. Sul mercato si trovano molteplici varietà di imitazioni siliconiche.

Maggiore è la somiglianza al pesce di cui i predatori si cibano, maggiore è il potenziale dell’esca. Anche se l’aspetto non è l’unico elemento importante nelle esche artificiali. Altri fattori, come il peso, il movimento, nonché la capacità del pescatore, determinano o meno la cattura dei pesci.

Tra le soft baits, o esche siliconiche, troviamo, ad esempio:

  1. shad

  2. cefalopodi

  3. vermoni

  4. grub

  5. creature

  6. craw

  7. ecc…

Shad

Sono forse tra le più comuni esche artificiali siliconiche. L’aspetto è quello di un piccolo verme ed è forse l’esca artificiale maggiormente utilizzata. La scelta delle shad deve essere fatta tenendo conto delle sue dimensioni. Queste dovranno essere proporzionate alla preda da insidiare. L’utilizzo delle shad non è particolarmente complesso e sono, per lo più, utilizzabili in qualunque situazione visto che imitano piccoli pesciolini.

Cefalopodi

Imitazioni di esseri invertebrati, sono esche molto catturanti. Imitano, nell’aspetto e nei movimenti, piccoli granchi, cefalopodi e gamberi. Non esistono comunque regole fisse da dover seguire. Tutto dipende dal tipo di tecnica di pesca che si vuole praticare e dal pesce che si desidera catturare.

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Sottocategorie

  • Cucchiaini pesca
  • Esche Rigide
  • Esche Metalliche
  • Esche Siliconiche

    Le esche siliconiche fanno parte della grande famiglia delle esche artificiali. Con il tempo queste sono entrate sempre di più a far parte del mondo della pesca in Italia, come nel resto del mondo.

    Le siliconiche sono comunemente conosciute come “gomme”e sono utilizzate in diverse tecniche di pesca. La più conosciuta e praticata è, senza dubbio, la pesca a spinning, anche se non è comunque l’unica a preferirle.

    Le esche morbide, o soft baits, si contrappongono alle famose hard baits, cioè alle esche dure. Negli ultimi anni c’è stata una sostanziale inversione di tendenza e sempre più pescatori hanno iniziato a preferire le gomme a quelle dure. Questo perché sono molto facili da usare, tanto che anche un principiante può riuscire ad ottenere notevoli risultati sin dalle prime battute di pesca. Il successo di queste esche è da imputare a diversi fattori. Primo fra tutti la capacità di riprodurre un movimento incredibilmente realistico dei pesci di cui i predatori si cibano. Una grande attrattiva che offre, di conseguenza, numerosissime possibilità.

    Esche siliconiche: caratteristiche

    Le esche siliconiche riproducono fedelmente la forma dei pesci di cui i predatori si cibano. Sono caratterizzate dalla capacità di riprodurre movimenti sinuosi ed estremamente naturali. Morbide e gommose, la loro consistenza inganna i pesci, perché è molto simile a quella dei pesci veri. Sono molto flessibili e tendono a vibrare se adeguatamente sollecitate dai movimenti del polso.

    Per quanto fino a qualche anno fa fossero più rare e difficili da trovare, oggi il mercato ne offre una vastissima gamma, che si differenzia per caratteristiche, dimensioni, colori e pesce a cui sono destinati.

    La maggior parte delle soft baits assomiglia al pesce di cui il predatore si ciba. Maggiore la somiglianza, maggiori le probabilità di far abboccare la preda. L’aspetto non è comunque l’unica caratteristica distintiva. Al pari dell’aspetto, sono altrettanto importanti il peso  e il movimento. Indubbiamente riveste una certa importanza anche la capacità stessa del pescatore di simulare il più verosimilmente il movimento dell’esca e la determinazione nella cattura del pesce.

    Soft baits: tipologie

    Come abbiamo detto ne esistono svariate tipologie. Tra queste ricordiamo, ad esempio:

    •       shad
    •       cefalopodi
    •       vermoni
    •       grub
    •       creature
    •       craw

     

    Ciascuna di queste presenta diverse forme, dimensioni e colori. Sono destinate a diverse prede e prevedono differenti tipologie di inneschi  e di canne da pesca.

    Shad

    Le shad sono le esche siliconiche  più comuni e maggiormente utilizzate. Sono delle fedeli riproduzioni in gomma siliconica di pesci foraggio. Ne esistono svariate tipologie a forma cilindrica rigata, oppure piatte e lisce. Dalla diversa forma consegue un diverso movimento. Ad esempio gli shad rigati hanno una flessibilità maggiore, mentre gli shad lisci sono leggermente più rigidi.

    In queste particolari esche siliconiche la coda ricopre un ruolo particolarmente importante. Infatti questa può essere o meno attaccata al corpo. Una caratteristica che influenza moltissimo il movimento. Quando la coda è attaccata direttamente al corpo, il movimento è più omogeneo. Al contrario se la coda è un prolungamento del corpo attaccato tramite una differente sezione (di solito con sezione inferiore alla prima del corpo), il movimento della coda è più marcato, cioè maggiormente accentuato.

    Con gli shad è possibile simulare il movimento di un pesce in cerca di cibo, oppure di un riparo sul fondale. La scelta di un’esca siliconica shad, piuttosto che un’altra deve essere fatta tenendo conto soprattutto delle dimensioni del pesce da predare. Le siliconiche devono quindi essere proporzionate alle dimensioni del pesce da catturare. Sono esche facili da usare, impiegabili nelle più disparate situazioni, visto che simulano piccoli pesciolini.

    Grub

    Nell’aspetto le esche siliconiche assomigliano a dei piccoli vermi rigati, con coda piatta a forma di falce. Ed è proprio la coda la loro caratteristica principale. Infatti, grazie all’attrito con l’acqua, si muovono e vorticano molto velocemente, attirando una gran quantità di pesci. Si possono usare sia in acqua dolce, che salata.

    Oltre al movimento vibrato veloce e sistematico, l’attrito con la superficie dello specchio d’acqua, provoca moltissime vibrazioni, che si propagano a grandi distanze. I grub sono usati in acqua salata dalle scogliere per la pratica della light rock fishing, per la cattura di saraghi. In acqua dolce invece rappresentano il top per il black bass (conosciuto anche come boccalone).

    Sono vendute in diverse forme e colori. Il consiglio è quello di acquistarne in più colorazioni possibili, così da avere la massima copertura in ogni situazione. L’innesco è solitamente fatto sulle jig head (testine piombate). Sono comunque possibili altri diversi inneschi: drop shot e split shot, dipende tutto dal pesce da insediare.

    Worm

    Queste particolari esche siliconiche sono utilizzate soprattutto per la pesca del black bass e per altri predatori di acqua dolce. Risultano comunque molto efficaci anche in mare. Al pari delle grub, si innescano con jig head di varie tipologie. La tecnica usata di più per il loro innesco è la Texas Rig.

    Nella forma assomigliano ad un verme rigato, stretto e lungo. La rigatura gli permette di avere maggiore flessibilità. Lavorano a contatto con il fondale, dove simulano il movimento di un verme che si dimena nel fango. Anche queste sono disponibili in diverse dimensioni e colori. Le più catturanti sono quelle naturali, utilizzate in acque chiare.

    Cefalopodi

    Le esche siliconiche chiamate cefalopodi sono quelle che imitano nell’aspetto piccoli animaletti invertebrati. Si tratta di esche particolarmente catturanti. Sia l’aspetto che i movimenti simulano quelli di piccoli granchi, cefalopodi e gamberi.

    Con queste gomme, chiamate anche totanare, si pescano ad esempio le seppie e i calamari. Quelle usate per le seppie, nello specifico prendono il nome di egi. Questa imita nella forma un piccolo gambero, o un piccolissimo pesce. Hanno il corpo in materiale plastico, rivestito in tessuto. Il rivestimento in tessuto serve a simulare la consistenza del guscio di un gambero, o delle squame di un pesciolino. Questo rivestimento è di fondamentale importanza affinché la seppia, o il calamaro, non accorgano dell’inganno.

    In commercio esistono comunque anche diverse totanare senza rivestimento. In questo caso le caratteristiche principali diventano colore e trame. Nella parte anteriore delle esche cefalopodi è possibile trovare un attacco metallico al corpo, cioè un piombo. Il peso del piombo, in base alle dimensioni del corpo dell’esca, determina il Sinking rate. Per queste particolari esche siliconiche , sulla confezione, è solitamente indicato anche il tempo impiegato affinché affondano totalmente.

  • Totanare

    Totanare: tecnica Eging di pesca ai cefalopodi

    La pesca sportiva ai cefalopodi (come seppie e calamari) è praticata utilizzando le totanare. La tecnica per la loro cattura si chiama Eging, importata direttamente dal Giappone e oggi largamente diffusa in tutto il mondo. Si pratica sia da riva che da barca.

    Molte aziende giapponesi produttrici di totanare, visto il grande apprezzamento che questa tecnica ha riscontrato nel mondo, hanno iniziato a produrre una quantità ragguardevole di attrezzature specifiche. É il caso, ad esempio, della famosa società Yamashita che ha iniziato una fiorente produzione di Totanare Yo-Zuri, Totanare Telate e Totanare in PVC.

    Con il tempo la pesca con le totanare si è evoluta. Le Egi, cioè le totanare, sono state migliorate, sono stati sviluppati canne da pesca e mulinelli utilizzando materiali recenti e specifici e la tecnica è stata affinata fin nei minimi dettagli.

    Eging: pesca dei cefalopodi

    La Eging è una sorta di pesca spinning specializzata nella cattura dei cefalopodi (seppie e calamari). Il periodo migliore per praticare quella rivolta alle seppie è durante la primavera e l’autunno. Mentre per i calamari il periodo più adatto è l’inverno pieno, è infatti durante questo periodo che accostano per deporre le uova.

    La struttura della montatura per Eging consiste nel collegare uno spezzone di fluoro carbon (di massimo 0,25 – 0,27) al semplice trecciato in bobina. Allo spezzone va poi legato un piccolo sgancio simile a quelli utilizzati nella pesca da spinning.

    La tecnica consiste nel lanciare le totanare e recuperarle lentamente. Effettuato il lancio è necessario attendere qualche secondo affinché l’esca artificiale non arrivi sul fondale. Una volta a destinazione, l’Egi va recuperato molto lentamente, con molti “stop”. L’attenzione di seppie e calamari è richiamata molto meglio se ai movimenti lenti sono aggiunte delle brevi e leggere jerkate. In questo modo il movimento sarà più vistoso e attirerà maggiormente l’attenzione dei cefalopodi.

    Eging da riva: pesca in porto, in scogliera e in spiaggia

    L’Eging si può praticare da riva e da barca. Da riva è possibile pescare cefalopodi con la pesca in porto, da scogliera naturale, oppure da scogliera artificiale. É praticabile addirittura da spiaggia o in laguna. Dove l’acqua lo consente (quando è limpida e cristallina) è possibile pescare a vista, avvicinandosi alla preda con movimenti accurati per stimolare l’attacco.

    Riuscire a capire se e quando un cefalopode si è attaccato alle totanare, è molto difficile. Non sempre è facile e intuitivo, spesso è necessario affidarsi semplicemente all’aumento di peso durante il recupero. Questo perché gli attacchi non sempre sono fulminei ed istantanei come si potrebbe credere. La variazione di peso è poi percepibile solo per esemplari di taglia, mentre per quelli più contenuti rimane sempre lo stesso problema.

    Recupero

    Il recupero deve essere lento e dolce, senza strappi. Polso morbido e movimenti dolci non rischieranno di lacerare i tentacoli dei cefalopodi, che sono molto fragili. Occorre cautela per recuperare queste particolari prede, cautela e un buon guadino. Il guadino è l’accessorio fondamentale in alcune tipologie di pesca (bolognese, rock fishing, bolentino e pesca all’orata dai porti e dalle rocce). Si tratta di retini dotati di manici fissi, o telescopici e tele regolabili.

    Affinché seppie e totani siano invogliati all’abbocco, le totanare devono sempre essere belle pulite e libere da alghe e residui di tentacoli.

    Totanare: piccoli pesci e gamberi

    Le esche artificiali utilizzate per la pesca dei cefalopodi sono le totanare che riproducono, molto fedelmente, l’aspetto di piccoli pesci, o di gamberetti e gamberetti. Ne esistono infatti di due tipologie (per lo più): a forma di gambero le prime e a forma di pesciolino le seconde.

    Hanno il corpo in plastica, rivestito in tessuto. Il tessuto serve a simulare la consistenza del guscio di un gambero o delle squame di un pesce. Un particolare molto importante affinché seppie e calamari non si accorgano dell’inganno.

    Alcune totanare in commercio sono comunque prive di rivestimento in tessuto. In questi particolari casi a fare la differenza e a costituire l’attrattiva per il pesce, sono i colori e le trame. Sulla parte anteriore poi è possibile trovare un piombo attaccato al corpo delle totanare. Il peso del piombo, in base alla grandezza del corpo, determina il Sinking Rate. Inoltre, in quasi tutti i modelli, è specificato in quanti secondi affonda di un metro.

    Delle Egi pesanti sono l’ideale in presenza di forti correnti, così da avere maggiore stabilità, risultando, allo stesso tempo, molto naturale nei movimenti. Prima degli occhi sono solitamente attaccati dei baffetti in seta o in materiali simili, che vogliono simulare antenne e zampette dei gamberi. Il colore degli occhi è diverso a seconda dei modelli. La coda termina con delle coroncine affilatissime, dove rimarranno impigliati i tentacoli.

    PAROLA CHIAVE: Totanare

  • Esche da Traina
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